La lunga strada per Kathmandu

Luigi Guidi Buffarini | 2011 | La lunga strada per Kathmandu.
Quando gli Hippies migravano in Oriente

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La lettura è scorrevole e lo stile ironico si adatta al meglio alle (dis)avventure del quartetto che viaggia dall’Italia al Nepal su uno sgangherato furgone con improbabili compagni di viaggio occasionali.
Il racconto è godibile e restituisce appieno l’atmosfera dell’epoca anche se tende a privilegiare gli aspetti pratici del viaggio rispetto al contesto storico-culturale.
Il protagonista ripercorre il viaggio con stile autoironico e disincantato: “No, decisamente non ero il tipo del viaggiatore coraggioso e neppure tollerante: non sopportavo i disagi, non sopportavo il caldo, la sete, le cimici, la sporcizia, la stanchezza, fino al punto di non osservare ciò che mi stava intorno se non con l’occhio del sopravvivente. Anche adesso, sotto la volta del cielo stellato, sapevo che a guardarla con occhio distaccato l’alba rossa che si stava annunciando su quell’arido deserto mi sarebbe apparsa divina. Io, però, sarei stato pronto a scambiarla senza rimorsi con un bicchiere di acqua minerale ghiacciata con le bollicine”.

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