Filosofia


banner_filosofia

Quali motivazioni spingevano a percorrere l’Hippie Trail?
Le tematiche del viaggio come ricerca interiore e superamento dei propri limiti sono ricorrenti nella letteratura, fin dall’Odissea di Omero con il “folle volo” di Ulisse oltre le Colonne d’Ercole, ripreso da Dante nella celebre terzina “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Charles Baudelaire nella poesia “Invito al viaggio” (contenuta ne I fiori del male del 1857) affermava rivolgendosi alla sorella che “Là tutto non è che ordine e beltà, lusso calma e voluttà.”

Facendo un salto in avanti nel Novecento, per la valenza “spirituale” del viaggio in Oriente, hanno avuto una grande influenza i testi Siddharta di Hermann Hesse (1922) e Autobiografia di uno yogi di Yogananda (1951).


Hermann Hesse | 1932 | Il pellegrinaggio in Oriente

pellegrinaggio_ht

Nel romanzo il viaggio “fisico” finisce ancor prima di iniziare in quanto il pellegrinaggio in Oriente si rivela una ricerca interiore da parte del protagonista.
La narrazione offre diverse chiavi di lettura e diversi spunti: vista data di pubblicazione risalente al 1932, suona profetico il passaggio in cui si parla di un ‘mondo accecato dal denaro, dal numero e dal tempo’ così come la citazione del poeta Novalis: ‘Dove mai andiamo? Sempre a casa’.


Jack Kerouac | 1957 | Sulla strada

ontheroad_ht

Il manifesto della “Beat Generation”, con l’ossessione per la partenza ed il mito della percorrenza dei grandi spazi.

Riporto di seguito tre citazioni a mio avviso esemplari e tuttora di grande attualità sulle aspettative legate alla partenza, sulla sensazione di distacco dalla realtà che capita di provare durante il viaggio e all’inverso sulle futili preoccupazioni che ci impediscono di viverlo appieno.

“Ero un giovane scrittore e volevo andare lontano.
Sapevo che a un certo punto di quel viaggio ci sarebbero state ragazze, visioni, tutto; sapevo che a un certo punto di quel viaggio avrei ricevuto la perla.”

“Mi svegliai che il sole stava diventando rosso; e quello fu l’unico preciso istante della mia vita, il più assurdo, in cui dimenticai chi ero – lontano da casa, stanco e stordito per il viaggio, in una povera stanza d’albergo, che non avevo mai visto, col sibilo del vapore fuori, lo scricchiolio del legno vecchio degli impiantiti, i passi al piano di sopra e altri rumori tristi – e guardai il soffitto alto e screpolato e davvero non riuscii a ricordare chi ero per almeno quindici assurdi secondi. Non avevo paura; ero semplicemente qualcun altro, uno sconosciuto, e tutta la mia vita era una vita stregata, la vita di un fantasma.”

“Adesso considera un po’ questi qua davanti. Hanno preoccupazioni, contano i chilometri, pensano a dove devono dormire stanotte, quanti soldi per la benzina, il tempo, come ci arriveranno… e in tutti i casi ci arriveranno lo stesso, capisci. Però hanno bisogno di preoccuparsi e d’ingannare il tempo con necessità fasulle o d’altro genere, le loro anime puramente ansiose e piagnucolose non saranno in pace finché non riusciranno ad agganciarsi a qualche preoccupazione affermata e provata e una volta che l’avranno trovata assumeranno un’espressione facciale che le si adatti e l’accompagni, il che, come vedi, è solo infelicità, e per tutto il tempo questa aleggia intorno a loro ed essi lo sanno e anche questo li preoccupa senza fine.”


Tom Wolfe | 1968 | The Electric Kool-Aid Acid Test

acid-test_ht

Il romanzo ruota intorno alla figura di Ken Kesey e alla sperimentazione dell’LSD e si può dividere in quattro macro capitoli: il viaggio sul bus dei Merry Pranksters, il periodo degli Acid Test vissuto nella “comune”, la fuga in Messico ed il ritorno negli Usa.
Impossibile dare un giudizio obiettivo, sospeso tra la geniale follia di alcune parti del racconto e l’esasperazione di alcuni passaggi che appesantiscono le oltre 400 pagine, d’altra parte come viene spesso ricordato durante la narrazione dovete scegliere se stare “Sull’autobus o giù dall’autobus”.
I protagonisti del romanzo si intrecciano con i personaggi della scena letterale e musicale dell’epoca: dall’autista Neal Cassady protagonista di On the road, agli Hells Angels di Hunter S. Thompson, dai Beatles ai Grateful Dead.


Hunter S. Thompson | 1971 | Paura e disgusto a Las Vegas

fear-loathing

Un viaggio in automobile da Los Angeles a Las Vegas di un giornalista sportivo e del proprio agente per seguire un evento sportivo è il punto di partenza di questo romanzo dove fin dalle prime pagine si viene sballottati in un crescendo vertiginoso di alcool e velocità, caratterizzato da un campionario incredibile di droghe.
I protagonisti attraversano con “lucida follia” le infinite strade americane e vivono una serie di disavventure tragicomiche che hanno il loro culmine naturale a Las Vegas tra corse automobilistiche, convention di poliziotti e distruzione di camere d’albergo.
Il romanzo può essere visto come una versione allucinata di ‘On the road’ di Kerouac, dove il mito del viaggio è stato sostituito dalla ricerca spasmodica dell’autodistruzione.


Torna su

 

Annunci